Fin dalla scuola senti sempre la stessa frase. «Pensi troppo.» Alla festa, sei quella che finisce in cucina a parlare con una sola persona. In vacanza, torni con tre quaderni pieni e quasi nessuna foto. Gli amici ti cercano per riflettere insieme su un problema difficile, quasi mai per la festa. La domenica pomeriggio, arriva un peso senza motivo, e passa solo quando ti immergi in qualcosa di difficile da capire.
Per molto tempo, questo è stato descritto come un difetto: timidezza, tristezza, mancanza di disinvoltura. Cinquecento anni fa, a Firenze, un filosofo propose un'altra lettura. Per lui, questo modo di essere era il segno di una natura fatta per lo studio, e il peso che veniva con esso era il prezzo di un talento, che si imparava a gestire.
L'astrologia del Rinascimento nasce da questo tipo di domanda. Ha ereditato tutta la tecnica dei greci, dei persiani e degli arabi, con i loro signori, dignità e sette, e ha aggiunto una preoccupazione nuova. Descrivere la natura di qualcuno era solo metà del lavoro. L'altra metà era chiedersi cosa questa persona può fare con la natura che ha ricevuto.
Marsilio Ficino nacque nel 1433, figlio di un medico al servizio di Cosimo de' Medici. Studiò medicina e filosofia, e Cosimo gli affidò il compito di tradurre Platone in latino. Passò la vita tra i libri, in una villa alla periferia di Firenze, circondato da amici che venivano a discutere di filosofia con lui.
E soffriva di malinconia. In una lettera a un amico, Ficino attribuì questo peso al proprio tema: Saturno era nel suo Ascendente, in Acquario, e per lui il pianeta aveva lasciato lì il suo segno fin dalla nascita. Saturno era, per la tradizione, il maggiore dei malefici, il pianeta del freddo, della solitudine, della vecchiaia e del piombo.
Quello che ne fece è la parte bella della storia. Ficino curava la propria malinconia con la musica. Suonava la lira e cantava inni antichi, scelti per richiamare le qualità di pianeti più miti e temperare l'eccesso di Saturno. Curava il sonno, le passeggiate, la luce, il cibo e le compagnie.
Nel 1489 pubblicò il De vita, un libro su come gli studiosi possono prendersi cura della salute e dell'umore. È un manuale scritto da qualcuno che conosceva l'argomento dall'interno, e da lì nacque un'idea che l'arte e la filosofia avrebbero portato avanti a lungo.
L'idea era antica. Un testo attribuito ad Aristotele già si chiedeva perché gli uomini di eccezione nella filosofia, nella politica, nella poesia e nelle arti sembrassero tutti malinconici. Ficino unì questa domanda all'astrologia e le diede un padrone: Saturno, il pianeta più alto e più lento, quello più lontano dalle cose del mondo e più vicino alla contemplazione.
Con questo, Saturno guadagnò un secondo volto. Restava pesante, freddo ed esigente. Ma diventava anche il pianeta della concentrazione profonda, del lavoro che richiede anni, della solitudine produttiva. Nel 1514, Albrecht Dürer incise la sua Melencolia I, la figura alata seduta tra strumenti di misura, che molti studiosi leggono alla luce di queste idee.
Per chi ha Saturno forte nel tema, il cambio di sguardo è spesso un sollievo. La persona che ha bisogno di tre ore da sola per produrne una, che impiega tempo a cominciare e poi non si ferma più, che si sente più viva in mezzo a un problema difficile, smette di essere la stramba della famiglia. Diventa una persona con un temperamento che ha un nome, una storia e cure proprie.
Il Rinascimento leggeva Saturno secondo la sua condizione nel tema, come tutta la tradizione. Un Saturno di setta e con dignità tende a dare forma e profondità; un Saturno fuori setta e senza risorse pesa di più. Il pianeta è lo stesso, e la lettura cambia con il posto che occupa.
Al centro della lettura rinascimentale c'è il temperamento, la miscela di caldo, freddo, secco e umido che Tolomeo, nel Tetrabiblos, già sapeva calcolare dal cielo della nascita. I rinascimentali ereditarono il calcolo e ne cambiarono il tono. Il temperamento diventò la materia prima con cui ognuno lavora.
Il calcolo pesa il segno dell'Ascendente, il pianeta che lo governa, i pianeti vicini ad esso, la Luna e la sua fase, la stagione in cui si trovava il Sole. Il risultato quasi mai è puro. Ne esce una combinazione, come un temperamento prevalentemente collerico con un fondo malinconico, e ogni parte spiega una scena. Il collerico decide in fretta nella riunione. Il malinconico resta sveglio la notte a rivedere la decisione.
Gli quattro temperamenti hanno una pagina propria, con l'origine medica di ciascuno. Quello che il Rinascimento aggiunse fu la domanda seguente. Quale qualità ti avanza, quale ti manca, e cosa si fa con ciascuna? La qualità secca aiuta a decidere e a separare; in eccesso, indurisce. Quella umida aiuta ad adattarsi e a creare legami; in eccesso, scioglie i limiti.
Ingegno era la parola dell'epoca per il modo di lavorare della mente. L'astrologia rinascimentale lo leggeva soprattutto attraverso Mercurio, la Luna e l'Ascendente, insieme alle case dello studio e della conoscenza.
Un Mercurio con dignità e ben accompagnato descrive spesso chi impara da solo, sui libri. Un Mercurio attaccato a Saturno descrive la mente che diffida della prima risposta e preferisce quella lenta. Un Mercurio in contatto con Marte descrive chi argomenta in fretta e a volte travolge. Ognuno è uno strumento, e ogni strumento rende in un tipo di lavoro.
Da lì veniva la vocazione. Seguendo Tolomeo, la tradizione guardava a tre pianeti per l'azione nel mondo: Mercurio, per le lettere, i numeri e il commercio; Venere, per le arti e ciò che piace; Marte, per ciò che richiede forza, fuoco e strumento. Il risultato era una famiglia di mestieri, senza una professione unica, e l'argomento ha molto in comune con il discorso su astrologia sul lavoro.
Il tema, in questa visione, descrive l'inclinazione e lascia la scelta alla persona. Girolamo Cardano, medico e matematico del sedicesimo secolo, pubblicò temi commentati di persone note, leggendo in ciascuno la natura della persona e la vita che aveva vissuto.
Gli umanisti del Rinascimento discutevano una questione che disturba ancora molta gente: la vita buona è la vita attiva, quella della città, degli affari, della politica, o la vita contemplativa, quella dello studio, della filosofia, dell'osservazione? Ficino propendeva per la seconda. Gli umanisti più legati alla politica della città difendevano la prima.
L'astrologia dell'epoca entrò in questa conversazione leggendo il tema. Pianeti angolari, il Sole e Marte forti, la casa 10 piena inclinano verso la vita attiva. Saturno e Giove forti, la casa 9 e la 12 occupate, la Luna in segni di raccoglimento inclinano verso quella contemplativa. La maggior parte dei temi ha entrambe le cose, in proporzioni diverse.
La domanda ha una conseguenza pratica. C'è chi passa anni in un lavoro di grande esposizione sentendosi vuoto, e capisce il motivo solo quando scopre di avere bisogno di un angolo di studio per sentirsi intero. C'è chi si isola per scrivere il libro e scopre che produce solo in mezzo al movimento. Sapere da che parte pendi ti risparmia anni di sforzo nella direzione sbagliata.
La parola più rinascimentale di questa storia è coltivo. Il tema mostra inclinazioni; tra l'inclinazione e l'azione c'è quello che la persona ne fa. Una natura intensa può imparare la misura senza perdere l'intensità. Una natura contemplativa può imparare a consegnare il lavoro invece di rivederlo per sempre.
Per questo la lettura rinascimentale finisce in virtù, e al plurale. Coraggio per un Marte che esita. Temperanza per un Giove che promette troppo. Costanza per una Luna che cambia piano ogni settimana. La virtù, in questa tradizione, è l'uso ben fatto di una qualità che già possiedi.
Ficino faceva questo con se stesso, ed è quello che rese il De vita così letto. Conosceva il proprio Saturno e costruiva la routine intorno ad esso: studiare alle ore giuste, dormire alle ore giuste, uscire al sole, ascoltare e suonare musica, scegliere bene le compagnie.
Il rovescio della virtù è l'eccesso, e la lettura lo guarda con la stessa calma. La qualità che ti fa decidere in fretta è la stessa che ti fa decidere prima di ascoltare. Quella che ti fa accogliere tutti è quella che ti fa perdere la tua agenda. Il coltivo, qui, è spesso un gesto piccolo: fissare, prima di decidere, un giorno per ascoltare l'altra parte; dire un no a settimana.
Il tuo tema ha dieci punti e dodici case, e il segno solare ne è un decimo. Data, ora e città di nascita sono quello che distingue una tabella da un tema natale.
Genera il mio tema gratisLo stesso Rinascimento discusse i limiti dell'astrologia, e con durezza. Giovanni Pico della Mirandola, amico di Ficino, scrisse una lunga confutazione dell'astrologia che pretende di prevedere il destino, pubblicata dopo la sua morte, nel 1496. E Cardano diede all'argomento un esempio famoso: fece il tema del giovane re Edoardo VI d'Inghilterra e gli annunciò una vita lunga. Il re morì l'anno seguente, a quindici anni.
Una lettura rinascimentale di oggi impara da entrambi. Non prevede morte, malattia, incidente né data di un evento, e non promette ricchezza, onori, matrimonio o figli. Il temperamento è una classificazione storica, e la malinconia, nel senso di Ficino, indica un temperamento, senza nessun valore diagnostico. Una tristezza che non passa richiede un medico.
La lettura non misura nemmeno l'intelligenza, non giudica l'aspetto fisico e non impone una professione. Nelle relazioni, lascia da parte i presupposti dell'epoca su genere e matrimonio. E lavora solo con i sette pianeti tradizionali, con le case di Regiomontano, il sistema più usato tra la fine del quindicesimo secolo e il diciassettesimo, il che richiede l'ora esatta della nascita. La storia intera di questo dibattito, con Ficino, Pico e Cardano fianco a fianco, sta nella pagina sull' astrologia in Italia.
Si può cominciare oggi, senza nessun tema aperto. Per una settimana, annota alla fine di ogni giorno due cose: quello che ti ha pesato di più, e quello che ti ha restituito l'umore.
Nel De vita, Ficino suggeriva agli studiosi di temperare l'eccesso di Saturno con cose attribuite a pianeti più miti: la luce e il calore del Sole, l'allegria e la buona conversazione di Giove, la musica, i colori e i profumi di Venere. Lo stesso libro insegnava a scegliere ore e immagini secondo i pianeti, ed è la radice colta di quello che oggi si chiama magia astrologica. L'esercizio qui è più semplice. Osserva se la tua lista della settimana indica una di queste famiglie. C'è chi si rimette in sesto camminando al sole, c'è chi ha bisogno di una conversazione lunga, c'è chi torna in sé solo dopo aver ascoltato musica.
Poi confronta con il tuo tema. Se il tuo Saturno o la tua Luna sono forti, e il tuo rimedio della settimana è esattamente quello che la tradizione indicava, hai appena scoperto quello che Ficino scoprì con la sua lira: la natura che si conosce si può curare.
E le domande che arrivano più spesso su questo tema, con la risposta breve:
Che cos'è l'astrologia rinascimentale? È l'astrologia praticata in Europa tra il quindicesimo e il diciassettesimo secolo, con nomi come Marsilio Ficino, Girolamo Cardano e Jean-Baptiste Morin. Usa la tecnica ereditata dai greci e dagli arabi e legge il tema come ritratto del temperamento, del talento e di ciò che la persona può coltivare.
Cosa diceva Ficino su Saturno e la malinconia? Ficino collegò la malinconia di Saturno allo studio e alla contemplazione, riprendendo una domanda attribuita ad Aristotele sul perché le persone d'eccezione sembrassero malinconiche. Nel De vita, del 1489, insegnò agli studiosi a curare questo temperamento con musica, luce, routine e buona compagnia.
Come calcola l'astrologia il temperamento? Attraverso la miscela di caldo, freddo, secco e umido che appare nel segno dell'Ascendente, nel pianeta che lo governa, nella Luna e nella sua fase e nella stagione della nascita, tra altri fattori. Il risultato è spesso una combinazione di temperamenti, ed è una classificazione storica, senza valore diagnostico.
Cosa sono le case di Regiomontano? È il sistema di divisione delle case più usato dagli astrologi tra la fine del quindicesimo secolo e il diciassettesimo secolo. Un pianeta vicino al limite di una casa può cambiare casa rispetto al sistema Placido, che è il più comune oggi.
Qual è la differenza tra l'astrologia medievale e quella rinascimentale? Entrambe usano i sette pianeti, le dignità e i signori delle case. Quella medievale chiede chi governa ogni tema e in che condizione; quella rinascimentale fa la stessa domanda e prosegue, leggendo il temperamento, l'ingegno e la vocazione e chiedendo cosa la persona può coltivare.
In sintesi:
Parole chiave Marsilio Ficino, Saturno, malinconia, temperamento, vocazione
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